giovedì, 21 settembre 2006, ore 12:15

Do You Remember ???


1 maggio 1947 - Portella delle Ginestre  
Piana degli Albanesi


 
Il 1 maggio 1947 a Portella della Ginestra la folla dei contadini riuniti per la Festa del Lavoro e per la vittoria elettorale, solo pochi giorni prima, del partito comunista nella Regione, viene investita da raffiche di proiettili. Muoiono 11 persone, due bambini e nove adulti; 27 sono i feriti.
 

 

12 dicembre 1969 - Milano   Piazza Fontana


 
Un ordigno contenente sette chili di tritolo collegato ad un dispositivo ad orologeria, esplode alle 16,37, dentro la Banca Nazionale dell'Agricoltura, in piazza Fontana, a Milano. Il bilancio delle vittime è di 16 morti e 88 feriti.

 

22 luglio 1970 - Gioia Tauro 
Freccia del Sud

Il 22 luglio 1970, alle ore 17.10 circa, il direttissimo P.T. (treno del Sole) proveniente dalla Sicilia e diretto a Torino, deraglia a circa 750 m. dalla stazione di Gioia Tauro: 6 morti, più di 50 feriti.


17 maggio 1973 - Milano Strage in Questura


 
E' trascorso un anno dall'omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi, assassinato da un killer davanti alla sua abitazione. Nel cortile della questura di Milano, in via Fatebenefratelli, si è da poco conclusa una cerimonia in ricordo del funzionario, alla quale ha partecipato il ministro dell'Interno Mariano Rumor. L'auto del ministro sta uscendo dal portone centrale, quando un ordigno, scagliato da qualcuno nascosto tra la folla che si è assiepata davanti all'edificio, semina il terrore: 4 morti e 52 feriti.
 

28 maggio 1974 - Brescia    Piazza della Loggia


 
Sono le 10 di una piovosa mattina di maggio quando, con un boato, la tragedia dilania una piazza di Brescia, la centralissima piazza della Loggia, dove è in corso una manifestazione sindacale. Nascosto in un cestino dei rifiuti, un ordigno confezionato con circa un chilo di tritolo, uccide 8 persone, ferendone altre 103
 
4 agosto 1974 - San Benedetto Val di Sambro
Italicus


 
Sulla linea ferroviaria Firenze-Bologna, in prossimità dell'uscita dalla lunga galleria appenninica, in località San Benedetto Val di Sambro, un ordigno ad alto potenziale, a base di "termite", esplode in un vagone del treno Italicus, affollato di gente che si sposta per le vacanze estive. I soccorsi, difficilissimi nel buio del tunnel, estraggono dalle lamiere del treno 12 morti e 44 feriti.
 
27 giugno 1980 - Ustica 
DC9 Itavia


 
Roma. Torre di controllo di Ciampino.
Ore 20, 59 minuti e 45 secondi.
Sul punto di coordinate 39°43'N e 12°55'E scompare dalla schermo radar un velivolo civile. E' il Dc9 I-TIGI della società Itavia, in volo da Bologna a Palermo, nominativo radio IH870, con a bordo 81 persone, 78 passeggeri e tre uomini di equipaggio.
 
2 agosto 1980 - Bologna  
La stazione


 
Le lancette dell'orologio della sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna si fermano sulle 10.25: è quello l'esatto momento in cui esplode un ordigno ad altissimo potenziale. La presenza di un treno fermo sul primo binario crea un' onda d'urto che provoca il crollo dell'intera ala sinistra dell'edificio. Una strage di dimensioni allucinanti: 85 morti e 200 feriti.
 
23 dicembre 1984 - San Benedetto Val di Sambro   Rapido 904


 
Ancora una strage nella galleria maledetta, la galleria di San Benedetto Val di Sambro. Proprio come dieci anni prima. Nel 1974 l'Italicus. Nel 1984 il rapido 904 Napoli-Milano. E' un treno carico di passeggeri, in gran parte in viaggio per le vacanze natalizie, quello che una bomba travolge, devasta e distrugge: 15 morti, più di 100 feriti.
 

6 dicembre 1990 - Casalecchio di Reno (Bo) 
Istituto Tecnico Salvemini


 
Il 6 dicembre 1990 un aereo militare, un Aermacchi MB 326, precipita dentro la 2A dell'Istituto tecnico "Salvemini" uccidendo sul colpo dodici ragazzi e ferendone in maniera grave altri quattro oltre all'insegnante. Successivamente, a causa del carico di carburante, l'aereo esplode provocando un enorme incendio nel quale altre 72 persone, tra ragazzi e insegnanti, riportano invalidità permanenti o mutilazioni, 84 vengono ricoverati per intossicazione, ustioni e fratture.
 
23 maggio 1992 - Capaci  
La strage di Capaci


 
Mancano pochi minuti alle 18: una potentissima carica di esplosivo - posta sotto la carreggiata dell'autostrada Palermo - Punta Raisi, all'altezza del km 4, nei pressi di Capaci - esplode al passaggio di tre auto con a bordo, la prima - una Fiat Croma marrone - gli agenti di scorta Antonio Montinaro, 31 anni; Rocco Di Cillo, 30 e Vito Schifani, 27 (autista); la seconda, una Fiat Croma di colore bianco, il giudice Giovanni Falcone, 58 anni, la moglie Francesca Morvillo e l'autista Giuseppe Costanza, 43; chiude il corteo una terza Fiat Croma di colore azzurro - la seconda macchina di scorta - con a bordo gli agenti Paolo Capuzzo, 31 anni; Gaspare Cervello (autista), 31 e Angelo Corbo, 27.
 
19 luglio 1992 - Palermo
Strage di via D'Amelio
   


 
Una domenica d'estate a Palermo. Dopo aver pranzato a casa di amici, Paolo Borsellino - 51 anni, da 28 anni in magistratura, procuratore aggiunto nel capoluogo siciliano dopo aver diretto la procura di Marsala, già componente del primo pool antimafia dell'ufficio istruzione - si reca a trovare l'anziana madre che abita in via D'Amelio, in una zona a ridosso del centro della città.Non fa in tempo a scendere dalla sua auto blindata, assieme ai quattro uomini e alla donna della sua scorta, che una violenta esplosione investe l'intero gruppo. E' la strage. Oltre al magistrato l'autobomba uccide Emanuela Loi, 24 anni, la prima donna poliziotto entrata a far parte di una squadra di agenti addetta alle scorte; Agostino Catalano, 42 anni; Vincenzo Li Muli, 22 anni; Walter Eddie Cusina, 31 anni e Claudio Traina, 27 anni.
 
27 maggio 1993 - Firenze
Strage di via dei Georgofili
  


 
Nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993, alle ore 1.04, a Firenze, in un'antica via del centro storico, via dei Georgofili, ai piedi della storica Torre del Pulci, sede dell'Accademia dei Georgofili, deflagra un'autobomba. Si tratta di un Fiat Fiorino imbottito di 250 chilogrammi di una miscela esplosiva composta da tritolo, T4, pentrite, nitroglicerina. L'esplosione provoca il crollo della Torre e la devastazione del tessuto urbano del centro storico per un'estensione di ben 12 ettari, con un impatto che è stato definito "bellico". Muiono Caterina Nencioni di 50 giorni, Nadia Nencioni di 9 anni, Angela Fiume di 36 anni, Fabrizio Nencioni di 39 anni, Dario Capolicchio di 22 anni.

3 febbraio 1998 - Cermis   La funivia


 
Il giorno 3 febbraio 1998 alle ore 13.36 la missione EASY 01 costituita da un velivolo EA6B del VMAQ-2 del Corpo dei Marines degli Usa rischierato sulla base di Aviano in supporto all'operazione DELIBERATE GUARD, decollava per una missione addestrativa prepianificata di navigazione a bassa quota. [...] Il velivolo EA6B della missione EASY 01 alle ore 14.13Z circa, impattava i cavi della funivia che dall'abitato di Cavalese porta al monte Cermis e che in quel punto si trovavano ad un'altezza da fondo valle stimata tra i 300 ft. e 400 ft. Il velivolo è entrato in collisione con i cavi della funivia mentre la cabina passeggeri, in fase di discesa, si trovava ad una distanza di circa 300 metri dalla stazione di arrivo. Il punto d'impatto è stato stimato a 50 metri circa di distanza dalla cabina, a valle della stessa.L'impatto provocava l'istantanea rottura dei cavi portante e traente del segmento occidentale compreso fra la stazione a valle dell'impianto ed il primo pilone di sostegno.La cabina precipitava al suolo e tutte le venti persone trasportate decedevano.


 
19/20/21 luglio 2001 Genova  
G8


Nel luglio 2001 a Genova i diritti di cittadinanza sono stati ripetutamente calpestati: la società civile deve vigilare e operare affinché sia fatta giustizia e siano respinte le troppe ricostruzioni di comodo diffuse in questi mesi.UN MORTO, 220000 manifestanti, 331 feriti, 280 arresti, 100 persone espulse dall'Italia, 16 giornalisti ricoverati in ospedale.

 

"Il nostro è un paese senza memoria e verità,ed io per questo cerco di non dimenticare" (L.Sciascia)

Link:

Archivio900
Misteri d'italia
Stragi di Stato
Wikipedia


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lunedì, 18 settembre 2006, ore 15:47

TELE(mani)COM(io)

Camilla on Line - Cosa cova sotto Telecom
Repubblica - Telecom, 9 anni di colpi di scena
Beppe Grillo Blog - ShareAction
Beppe Grillo Blog - Il rigattiere
Due dipendenti Pirelli tra i rapitori dell'imam
L'accusa del fratello di Bove: "Era sicuro di essere pedinato" virusilgiornaleonline - Telecom, intercettazioni etc.
Zeus News - Chiediamo a Telecom se ci ha spiati
RaiNews24 - Napoli. Il dirigente Telecom suicida aveva collaborato all'inchiesta Abu Omar
RaiNews24 - Napoli. Suicida un dirigente Telecom, la Procura apre una inchiesta
RaiNews24 - Terrorismo. Arrestato il numero 2 del Sismi, Mancini, coinvolto nel caso Abu Omar
RaiNews24 - Giustizia. Csm contro Cossiga e Castelli: iniziativa a tutela di Spataro, accusato per gli arresti dei dirigenti Sismi
RaiNews24 - Abu Omar. Pollari: alcune fonti a rischio
RaiNews24 - Sequestro Abu Omar. Secondo interrogatorio per Mancini. Indagato Ciorra, suo 'uomo di fiducia'
RaiNews24 - Sequestro Abu Omar. Mancini interrogato per sei ore. Farina confessa in prima pagina:ho dato una mano al Sismi
RaiNews24 - Napoli. Morte di Adamo Bove, per testimone non è un delitto
Il giallo del suicidio, i veleni e un'inchiesta troppo lenta
adamo bove: uno strano suicidio
HANNO suicidato Adamo Bove : Italy imc
Un salto nel vuoto da un cavalcavia, un modo facile per far scomparire Adamo Bove, : Italy imc
intercettazioni: suicida responsabile security di telecom (ex digos) : Italy imc
TELECOM E AMANDA: DOCUMENTAZIONE : Italy imc
TELECOM/Pirelli : Italy imc
Economist - Ecco il Conto
Espresso - Telecommedia

Continua....????

 

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venerdì, 15 settembre 2006, ore 11:28

Il Bue che dice Cornuto al Toro

ROMA - Stupore e indignazione nel mondo islamico alle parole di Benedetto XVI, che in Germania due giorni fa ha condannato la guerra santa e la violenza dell'islam. Ignoranza dell'islam, è l'accusa principale contro il Papa che all'università di Ratisbona ha denunciato come la violenza sia "in contrasto con la natura di Dio e dell'anima" e la "conversione mediante violenza" sia cosa irragionevole.

"Ciò indica una mancanza di comprensione dell'islam e della sua storia e un tentativo di generalizzare a tutti i musulmani un fenomeno legato a una minoranza estremista... non bisogna considerare l'estremismo e la violenza tra i principi dell'islam", afferma un editoriale sul quotidiano governativo al Ahram, il solo giornale egiziano che commenti la notizia, la quale per altro è stata quasi ignorata dagli organi d'informazione arabi. (Ansa)

 "La violenza è in contrasto con la natura di Dio e dell'anima e la conversione mediante violenza è cosa irragionevole."

Peccato che i predecessori di Ratzingher non abbiano avuto lo stesso suo Pensiero......

L'Inquisizione, dichiarata Santa da Santa Romana Chiesa come lo sono state le Crociate, anche se nei fatti esisteva già dagli inizi dell'anno 1000, fu ufficialmente riconosciuta e legittimata sotto Papa Gregorio IX nel 1215 allorché la sua gestione fu affidata all'ordine dei domenicani fondato da Domenico da Guzman (anche lui santo) il quale perseguitò gli eretici con un cinismo tale da essere ricordato dalla storia come uno dei più sanguinari carnefici di tutti i tempi.

— Pio V(elevato dalla Chiesa agli onori degli altari).

Con bolla papale viene imposta a Roma la chiusura di tutte le sinagoghe.
Muzio della Torella, eretico, giustiziato. 1 marzo 1566.
Giulio Napolitano, eretico, bruciato vivo. 6 marzo 1566.
Don Pompeo dei Monti, decapitato per eresia. 3 luglio 1566.
Curzio di Cave, francescano, decapitato per eresia. 9 lugio 1566.
17.000 (diciassettemila) protestanti massacrati nelle Fiandre da cattolici spagnoli.
Giorgio Olivetto arso vivo perché luterano. 27 gennaio 1567.
Domenico Zocchi, ebreo, impiccato e bruciato a Piazza Giudia nel Ghetto di Roma. 1 febbraio 1567.
Girolamo Landi, impiccato e bruciato per eresia.. 25 febbraio 1567.
Pietro Carnesecchi, impiccato e bruciato per eresia. 30 settembre 1567.
Giulio Maresco, decapitato e arso per eresia. 30 settembre 1567.
Paolo e Matteo murato vivo per eresia. 30 sett.1567.
Ottaviano Fioravanti, murato vivo per eresia. 30 sett. 1567. .
Giovannino Guastavillani, eretico, murato vivo. 30 settembre 1567.
Geronimo del Puzo, murato vivo per eresia. 30 settembre 1567.
Gerolamo Donato con altri suoi confratelli dell'Ordine degli Umiliati, vengono giustiziati su ordine di Carlo Borromeo (santo), vescovo di Milano, dopo lunghe ore di torture, per eresia. 2 agosto 1570.
Macario Giulio da Cetona, decapitato e bruciato per eresia. 1 ottobre 1567.
Lorenzo da Mugnano, impiccato e bruciato per eresia. 10 maggio 1668.
Matteo d'Ippolito, impiccato e bruciato per eresia. 10 maggio 1568.
Francesco Stanga, impiccato e bruciato per eresia. 10 maggio 1568.
Donato Matteo Minoli, lasciato morire nelle carceri dopo avergli rotto le ossa e bruciato i piedi. 27 maggio 1568.
Francesco Castellani, eretico, impiccato. 6 dicembre 1568.
Pietro Gelosi, eretico, impiccato e bruciato. 6 dicembre 1568
Marcantonio Verotti, eretico, impiccato e bruciato. 6 dicembre 1568.
Luca di Faenza, eretico, bruciato vivo. 28 febbraio 1568.
Borghesi Filippo, decapitato e bruciato per eresia. 2 maggio 1569.
Giovanni dei Blasi, impiccato e bruciato per eresia. 2 maggio 1569.
Camillo Ragnolo, impiccato e bruciato per eresia. 25 maggio 1569.
Fra Cellario Francesco, impiccato e bruciato per eresia. 25 maggio 1569.
Bartolomeo Bartoccio, bruciato vivo per eresia. 25 maggio 1569.
Guido Zanetti, murato vivo per eresia. 27 maggio 1569.
Filippo Porroni, eretico luterano, impiccato. 11 febbraio 1570.
Gian Matteo di Giulianello, giustiziato per eresia. 25 febbraio 1570.
Nicolò Franco, impiccato per aver deriso il papa con degli scritti. Impiccato. 11 marzo 1570.
Giovanni di Pietro, eretico, impiccato e bruciato. 13 maggio 1570.
Aolio Paliero, eretico, impiccato e bruciato su espreso desiderio di Papa Pio V (santo).3 luglio1570.
Fra Arnaldo di Santo Zeno, eretico, bruciato vivo. 4 novembre 1570.
Don Girolamo di Pesaro, Giovanni Antonio di Jesi e Pitro Paolo di Maranzano, giustiziati per eresia. 6 ottobre 1571.
Francesco Galatieri, pugnalato a morte dai sicari pontifi perché eretico. 5 gennaio 1572.
Madonna Dianora di Montpelier, eretica, impiccata e bruciata. 9 febbraio 1572.
Madonna Pellegrina di Valenza, eretica impiccata e bruciata. 9 febbraio 1972.
Madonna Girolama Guanziana, eretica impiccata e bruciata. 9 febbraio 1572
Madonna Isabella di Montpelier, eretica impiccatae bruciata. 9 febbraio 1572.
Domenico della Xenia, eretico impiccato e bruciato. 9 febbraio 1572.
Teofilo Penarelli, eretico impiccato e bruciato. 22 febbraio 1572.
Alessandro di Giulio, eretico impiccato e bruciato.

— Paolo IV

Istituzione del Ghetto a Roma con restrizioni contro gli ebrei ancor più severe del ghetto di Venezia.
Cola Francesco di Salerno, giustiziato per eresia. 14 giugno 1555
Bartolomeo Hector, bruciato vivo per aver venduto due Bibbie. 20 giugno 1555.
Golla Elia e Paolo Rappi, protestanti, bruciati vivi a Torino. 22 giugno 1555.
Vernon Giovanni e Labori Antonio, evangelisti, bruciati vivi. 28 agosto 1555.
Stefano di Girolamo, giustiziato per eresia. 11 gennaio 1556.
Giulio Napolitano, bruciato vivo per eresia. 6 marzo 1556.
Ambrogio de Cavoli, impiccato e bruciato per eresia. 15 giugno 1556.
Don Pompeo dei Monti, bruciato vivo per eresia. 4 luglio 1556.
Pomponio Angerio, bruciato vivo per eresia. 19 agosto 1556.
Nicola Sartonio, luterano, bruciato vivo. 13 maggio 1557.
Jeronimo da Bergamo, Alessandra Fiorentina e Madonna Caterina, impiccati e bruciati per
omosessualità. 22 dicembre 1557.
Fra Gioffredo Varaglia, francescano, bruciato vivo per eresia. 25 marzo 1558.
Gisberto di Milanuccio, eretico, bruciato vivo. 15 giugno 1558.
Francesco Cartone, eretico, bruciato vivo. 3 agosto 1558.
14 protestanti bruciati vivi a Siviglia in Spagna. 1559.
15 protestanti bruciati vivi a Valadolid in Spagna. 1559.
Gabriello di Thomaien, bruciato vivo per omosessualità. 8 febbraio 1559.
Antonio di Colella arso vivo per eresia. 8 febbraio 1559.
Leonardo da Meola e Giovanni Antonio del Bò, impiccati e bruciati per eresia. 8 febbr.1559.
13 eretici più un tedesco di Augsburg accusato di omosessualità arsi vivi. 17 febbraio 1559.
Antonio Gesualdi, luterano, giustiziato per eresia. 16 marzo 1559.
Ferrante Bisantino, eretico, arso vivo.24 agosto 1559.
Scipione Retio, eretico, uccico nelle carceri della Santa Inquisizione. 1559.

— Papa Paolo V

Giovanni Pietro di Tunisi, impiccato e bruciato. 1607.
Giuseppe Teodoro, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Felice d'Ottavio, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Rossi Francesco, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Antonio di Jacopo, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Fortunato Aniello, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Vincenti Pietro, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Umberto Marcantonio, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Fra Manfredi Fulgenzio, eretico impiccato e bruciato. 1610.
Lucarelli Battista, eretico impiccato e bruciato. 1610.
Emilio di Valerio, ebreo, impiccato e bruciato. 1610.
Don Domenico di Giovanni, per essere passato dal cristianesimo all'ebraismo, impiccato. 1611.
Giovanni Milo, luterano impiccato. marzo 1611.
Giovanni Mancini, per aver celebrato la messa da spretato impiccato e bruciato. 22 ottobre 1611
Jacopo de Elia, ebreo impiccato e bruciato. 22 gennaio 1616.
Francesco Maria Sagni, eretico impiccato e bruciato. 1 luglio 1616.
Arrestato un negromante zoppo, arso vivo per stregoneria. 1617.
Lucilio Vanini, arso vivo per aver messo in dubbio l'esistenza di Dio. 17 febbraio 1618.
Migliaia di eretici trucidati dai cattolici nei Grigioni in Valtellina. 1620.

Purtroppo la lista è lunghissima continua qui

Vai Ratzingher continua cosi proteggici da tutti i nostri terribili nemici!!!!!!!!!!!!!!

P.S. I'm Back

ThePacky
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giovedì, 01 giugno 2006, ore 08:26

Per Grazia Ricevuta.....

Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto di grazia per l'ex esponente di Lotta Continua condannato (con Adriano Sofri) a 22 anni di carcere per l'omicidio del commissario Calabresi. Per quanto riguarda Sofri il ministro della Giustizia conferma che riprenderà in mano la pratica e che la richiesta sarà pronta probabilmente per fine anno. Napolitano: «Attendo la proposta di Mastella poi deciderò». (Unità)

Un pò di Storia.....

Il 17 maggio 1972 il commissario di polizia Luigi Calabresi viene assassinato con due colpi di pistola mentre esce dalla sua abitazione di Milano. Nelle testimonianze di allora alcuni elementi concordano. Si parla di un aggressore sulla trentina, alto e biondo, fuggito su un'auto guidata da una donna. Calabresi è personaggio assai noto. Il 15 dicembre di tre anni prima, dal suo ufficio al quarto piano della questura, è precipitato l'anarchico Pino Pinelli, fermato per la strage di piazza Fontana. La versione offerta dalla questura, poi dimostratasi falsa, è che Pinelli si sia suicidato perché inchiodato alle "prove della sua colpevolezza". Il movimento Lotta Continua e il suo giornale conducono una dura campagna di opinione contro la questura di Milano e il commissario Calabresi. Quest'ultimo, nell'autunno del 1971, verrà inquisito con l'accusa di omicidio. Il procedimento sarà archiviato lo stesso anno dal giudice D'Ambrosio, che accrediterà l'ipotesi del "malore attivo".
Le indagini sull'omicidio Calabresi compiute nei mesi seguenti non giungono ad alcun esito, dopo essersi vanamente indirizzate verso obiettivi della sinistra extraparlamentare (ma anche dell'estrema destra).


Il 28 luglio 1988 Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani vengono arrestati all'alba nelle loro case per l'assassinio di Luigi Calabresi. Due giorni prima, ufficialmente, è stato arrestato Leonardo Marino, ex militante di LC, ex operaio, ora venditore ambulante. si dimostrerà in seguito che i contatti di Marino con i carabinieri duravano da molto tempo prima dell'arresto. Per tutti e quattro l'accusa è di omicidio volontario premeditato. Sofri e Pietrostefani vengono indicati come i mandanti, Bompressi come l'esecutore materiale, Marino quale "autista" dell'agguato. Altri ex dirigenti di LC ricevono comunicazioni giudiziarie per concorso in omicidio.
Il 6 settembre 1988 il tribunale della libertà dispone gli arresti domiciliari per Sofri, Bompressi e Pietrostefani, che saranno rimessi in libertà un mese e mezzo più tardi. Marino rimarrà agli arresti domiciliari, con permesso di recarsi al lavoro, per circa sei anni, che gli varranno come pena scontata.

Il 28 giugno 1989 Sofri, Bompressi, Pietrostefani e Marino sono rinviati a giudizio assieme ad altri 13 ex militanti di Lotta Continua, accusati da Marino di aver partecipato con lui a diverse rapine. Per altre 22 persone, tra cui i maggiori dirigenti di LC, si dichiara il non luogo a procedere.
Il processo di primo grado inizia il 27 novembre 1989 a Milano. E' in questo processo che emerge la maggior quantità di contraddizioni e bugie nel racconto di Marino, in modi addirittura plateali. Dopo che Sofri aveva annunciato che non sarebbe ricorso in appello in caso di condanna, il 2 maggio 1990 il processo si conclude con la condanna di Sofri, Bompressi e Pietrostefani a 22 anni di reclusione. Marino è condannato a 11 anni, in base agli sconti di pena previsti dalla legge sui pentiti. Durante il processo si era appreso che il presidente del tribunale era già stato trasferito alla procura di Milano, cioè all'ufficio che gestisce l'accusa.


Il 15 maggio 1991 inizia il processo d'appello. Malgrado non abbia fatto ricorso, Sofri vi è giudicato in quanto si ritiene che la sua posizione sia legata a quella degli altri imputati. Il dibattimento è assai più sbrigativo e l'unico nodo nuovo affrontato sono le perizie balistiche, che contraddicono la versione dell'omicidio riferita da Marino. Il 12 luglio 1991 la sentenza conferma tutte le condanne del primo grado. Le motivazioni dimostreranno una docilissima fedeltà a quelle del processo precedente.


Il 18 giugno 1992 Adriano Sofri inizia uno sciopero della fame per protestare contro la decisione di spostare la discussione del ricorso al processo Calabresi dalla prima sezione penale della Corte di Cassazione alla sesta. Un mese dopo il presidente della Corte di Cassazione dispone che il processo venga affidato alle Sezioni Unite. Adriano Sofri sospende lo sciopero della fame.


Il 23 ottobre 1992 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione annullano la sentenza d'appello. Nelle motivazioni si spiega che la chiamata di correo di Marino non è confortata da sufficienti riscontri. Intanto, nei processi celebrati a Torino per le rapine confessate da Marino, questi non viene ritenuto credibile, e gli imputati sono assolti.
Il nuovo processo d'appello si celebra ancora a Milano. Il dibattimento è condotto in maniera più accurata e la sentenza viene pronunciata il 21 dicembre 1993. Tutti gli imputati vengono assolti, compreso Marino che non viene creduto nemmeno su se stesso.
Le motivazioni della sentenza vengono depositate a maggio del 1994. Il testo, scritto dal giudice a latere del processo d'appello, si diffonde interamente in valutazioni sulla assoluta credibilità di Marino, rendendo ingiustificabile la sentenza di assoluzione. Da più parti viene definita una "sentenza suicida", costruita apposta per essere annullata dalla Cassazione, e che disattende il giudizio della giuria.


Il 27 ottobre 1994 la Corte di Cassazione, chiamata a decidere per la seconda volta, annulla la sentenza di assoluzione, proprio richiamandosi alle incongruenze delle motivazioni.
Il terzo processo d'appello dura appena un mese. Non compare nessun elemento nuovo e niente modifica lo stato di cose condannato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. Ciò nonostante, ormai dimenticato dai mezzi di informazione e dall'opinione pubblica, il processo si conclude l'11 novembre 1995 con la riconferma delle condanne a 22 anni di carcere. Per Marino, in nome della legge sui pentiti, il reato è considerato estinto senza che abbia scontato più di tre mesi di carcere.


Il 22 gennaio 1997 la Quinta Sezione della Corte di Cassazione conferma la sentenza di condanna a 22 anni di carcere per Sofri, Bompressi e Pietrostefani e la prescrizione del reato per Marino.


Il 24 gennaio 1997 Adriano Sofri viene arrestato e rinchiuso nel carcere di Pisa. Sempre a Pisa, qualche ora prima, si costituisce Ovidio Bompressi. Giorgio Pietrostefani fa sapere da Parigi, dove vive, che entro pochi giorni tornerà in Italia per costituirsi.


Il 29 gennaio 1997 Giorgio Pietrostefani fa ritorno in Italia per costituirsi e viene portato nel carcere di Pisa.

ThePacky
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mercoledì, 26 aprile 2006, ore 10:31

Liberazione

«Nelle montagne della guerra partigiana, nelle carceri dove furono torturati, nei campi di concentramento dove furono impiccati, nei deserti e nelle steppe dove i fratelli caddero combattendo, ovunque un italiano ha sofferto o versato il sangue per colpa del fascismo, ivi è nata la nostra Costituzione».
Piero Calamandrei, 1955

Tu non sai le colline
dove si è sparso il sangue.
Tutti quanti fuggimmo
tutti quanti gettammo
l'arma e il nome. Una donna
ci guardava fuggire.
Uno solo di noi
si fermò a pugno chiuso,
vide il cielo vuoto,
chinò il capo e morì
sotto il muro, tacendo.
Ora è un cencio di sangue
e il suo nome. Una donna
ci aspetta alle colline.

9 novembre '45 - La terra e la morte - Cesare Pavese
(1945-1946)

Link Utili:

Wikipedia     
Immagini di Storia   
INSMLI  
Libri Resistenti
Materiale Resistente

Poesie Pavese

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