venerdì, 16 febbraio 2007, ore 14:30

Aiutiamo Isabella


Tratto dal Blog Di Kappetta


Isabella ha appena 16 anni ed è affetta da sindrome di Laron, una malattia genetica (sindrome di resistenza primaria all’ormone della crescita), che si manifesta con: bassa statura di grado severo e proporzionata, obesità, acromicria, ipogonadismo e ipogenitalismo. La sola terapia possibile è rappresentata da un farmaco non in commercio in Italia ma prodotto in California dalla ditta Tercica, che da pochi mesi ha ceduto il brevetto ad altra casa farmaceutica (dalle ricerche effettuate credo la Ipsen).
Il farmaco è l’IGF-1, il suo nome commerciale è Increlex. Nel 2005, il Ministro della salute Francesco Storace, al quale era stata segnalata, da parte dei medici e dei familiari di Isabella, la grave inadempienza del Servizio Sanitario Nazionale, è riuscito a recuperare il farmaco, così Isabella, potendo iniziare la cura (aprile 2006) è cresciuta 5 cm e mezzo! L’ultima visita di controllo, oltre a confermare i progressi non solo fisici ma psicologici ed emotivi, ha paventato la nuova difficoltà dell’approvvigionamento del farmaco e quindi la sospensione obbligata della cura. A Isabella è stata così negata la speranza di avere una vita “normale”...........


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lunedì, 19 dicembre 2005, ore 11:12

«sarà djura».

(ANSA) -TORINO,17 DIC - Si e' conclusa in serata la kermesse No Tav a Torino. Per gli organizzatori i manifestanti erano 50 mila, per la Questura non piu' di 30 mila. Dopo gli applauditi interventi di Marco Paolini e Dario Fo, grande entusiasmo ha suscitato la breve esibizione di Beppe Grillo.

«L'Alta velocità non serve ad arrivare prima,  serve ad andare a lavorare più lontano».

«Avete fatto una cosa che non avete capito nemmeno voi; si stanno mobilitando migliaia di persone in tutta Italia», il che vuol dire che il movimento 'no tav' è diventato un movimento nazionale. «Non ci può essere democrazia reale, senza coinvolgimento della gente».

«Sono sindaci, e giusto dargli qualche manganellata; ma non quando dormono di notte».

«Se qualche anno fa fossero venuti a parlarvi anche voi oggi sareste più collaborativi».

«Nel resto d'europa, la gente parla prima e diventa così brava e partecipativa, non dopo aver fatto le opere».

Chiamparino lo aveva detto all’inizio della settimana:
«Una cosa deve essere chiara. Ho chiesto e chiedo di nuovo che la marcia di Torino non si faccia».
«La TAV non mi vede soltanto tra i suoi sostenitori, diventerà un punto base della mia campagna elettorale».
Come poteva presentarsi dopo queste bestialità di fronte ai suoi datori di lavoro e prossimi suoi ex elettori?
Ma questo è un infiltrato di Forza Italia!!!!!!!!!

«Mi spiace per il dipendente Borghezio malmenato su un treno. Devo dargli atto che è stato l’unico del Polo a recarsi in Val di Susa nei giorni scorsi senza scorta. Ma, al posto di una inutile violenza, era sufficiente prendergli le impronte dei piedi.
Io ho un dubbio: forse lo hanno colpito dei leghisti incazzati per aver perso i loro soldi dalla banca CredieuroNord, la stessa che Fiorani ha cercato di salvare».

«La Val di Susa è un punto di partenza per un cambiamento del nostro Paese dal marciume in cui è sprofondato».
«1, 100, 1000 Val di Susa».

(Fonti: La Stampa, Repubblica, Corriere, Blog Grillo)

 

ThePacky
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lunedì, 12 dicembre 2005, ore 09:03

Si alla Tav......... Perchè??????

1. SENZA LA TORINO-LYON IL PIEMONTE SAREBBE ISOLATO DALL'EUROPA
In realtà il Piemonte è già abbondantemente collegato all’Europa e soprattutto attraverso la Valle di Susa. In questa valle esistono già due strade statali, un’autostrada e una linea ferroviaria passeggeri e merci a doppio binario. Esiste perfino la cosiddetta autostrada ferroviaria (trasporto dei TIR su speciali treni-navetta). Sono tutte linee di collegamento con la Francia attraverso due valichi naturali (Monginevro e Moncenisio) e due tunnel artificiali (Frejus ferroviario e autostradale). Il tutto in un fondo-valle largo in media 1,5 km ! A fatica ci sta anche un fiume, la Dora Riparia, che di tanto in tanto va in piena

2. LE LINEE FERROVIARIE ESISTENTI SONO SATURE
In realtà l’attuale linea ferroviaria Torino-Modane è utilizzata solo al 38% della sua capacità. Le navette per i TIR partono ogni giorno desolatamente vuote. (Ma sono state riscoperte e prese d’assalto nel periodo di chiusura del Frejus per incendio). Il collegamento ferroviario diretto Torino-Lyon è stato soppresso per mancanza di passeggeri. E il flusso delle merci -previsto da chi vuole l’opera in crescita esponenziale -è invece sceso del 9% nell’ultimo anno!

3. LA TORINO-LYON E’ INDISPENSABILE AL RILANCIO ECONOMICO DEL PIEMONTE.
In realtà è’ vero il contrario. Togliendo risorse (è tutto denaro pubblico) alla ricerca, all’innovazione e al risanamento dell’industria in crisi profonda (Fiat e non solo), il TAV sarà la mazzata finale all’economia piemontese

4. Il TAV TOGLIERA’ I TIR DALLA VALLE
In realtà tanto per cominciare, i 10/15 anni di cantiere necessari a costruire la Torino-Lyon porteranno sulle strade della Valle e della cintura di Torino qualcosa come 500 camion al giorno (e alla notte) per il trasporto del materiale di scavo dai tunnel ai luoghi di stoccaggio. Con grande aumento di inquinanti e polveri. Finita la apocalittica fase di cantiere e realizzata la Grande Opera, chi ci dice che le merci passeranno dall’autostrada alla nuova ferrovia? Anzi. I promotori dell'opera e recenti studi di ingegneria dei trasporti ci dicono che solo l' 1% dell'attuale traffico su gomma si trasferirà sulla ferrovia. Bel vantaggio

5.I VALSUSINI SONO EGOISTI. NON PENSANO AGLI INTERESSI DELL’ITALIA.
In realtà attraverso la Valle di Susa, attualmente, passa già il 35% del totale delle merci che valicano le Alpi! Lungo l’Autostrada del Frejus passano circa 4.500 TIR al giorno, contro i 1.500 del Monte Bianco, in val d’Aosta, dove il numero dei TIR è stato limitato per legge.

6.LA TORINO-LYON PORTA LAVORO AI PIEMONTESI
In realtà come già sta succedendo per tutte le infrastrutture in corso, si tratterebbe di lavoro precario, per mano d’opera in gran parte extracomunitaria. Inoltre le ditte appaltatrici si porterebbero tecnici e operai dalla loro Regione (ditte e buoi dei paesi suoi). Per i comuni della Valle di Susa e della cintura di Torino arriverebbe invece un bel problema: la mafia. Turbative d'asta sono già state individuate per la fase di sondaggio geologico a carico di uomini politici piemontesi e non... figurarsi per la realizzazione dell'opera!

7.LA LINEA E’ QUASI TUTTA IN GALLERIA. CHE MALE FA?
In realtà fa malissimo. Il tracciato prevede una galleria di 23 km all’interno del Musinè, montagna molto amiantifera. La talpa che perforerà la roccia immetterà nell’aria un bel po’ di fibre di amianto. Invisibili e letali. Il vento le porterà dappertutto. Il foehn le porterà fin nel centro di Torino. Respirare fibre di amianto provoca un tumore dei polmoni (mesotelioma pleurico) che non lascia scampo. L’amianto è un materiale fuori legge dal 1977. Scavare gallerie in un posto così è illegale e criminale. E ancora: il tunnel Italia-Francia di 53 km scavato dentro al Massiccio dell’Ambin incontrerà (oltre a falde e sorgenti che andranno distrutte) anche roccia contenente uranio. E ancora: una linea in galleria si porta appresso tante gallerie minori, trasversali a quella principale. Si chiamano gallerie di servizio, o più simpaticamente, ‘finestre’. Ce ne saranno 12! Con altrettanti cantieri, tutti a ridosso di centri abitati. Sarà un inferno di rumore, polvere, camion avanti e indietro per le strette vie dei paesi, di giorno e di notte, per 15 anni almeno. E ancora: la perforazione di tratti montani così lunghi vicino a centri densamente abitati potrà prosciugare le falde idriche e gli acquedotti, come accaduto per le gallerie TAV del Mugello, oggetto di processi per disastro ambientale. E ancora: la viabilità sarà stravolta. Verranno costruiti sovrappassi in corrispondenza di ogni cantiere. Forse queste nuove strade saranno calcolate come compensazioni all’impatto ambientale dell’opera? (per averne una vaga idea, farsi un giro sull’autostrada Torino-Milano osservando i guasti della tratta TAV Torino-Novara).

8. QUEST’OPERA FA BENE ALL’ECONOMIA, PERCHE’ METTE IN MOTO CAPITALI PRIVATI
In realtà il costo stimato di 20 miliardi di euro è tutto a carico della collettività. Tutto denaro pubblico, ma affidato a privati, secondo la diabolica invenzione del general contractor. Garantisce lo Stato Italiano. Nessun privato ci metterà un euro, soprattutto dopo l’esperienza del tunnel sotto la Manica che ha mandato in fallimento chi ne aveva acquistato i bond. I tantissimi soldi che servono a quest’opera verranno tolti alle linee ferroviarie esistenti (già disastrate), a ospedali, scuole, e a tutti i servizi di pubblica utilità, e allo sviluppo delle energie rinnovabili destinate a sostituire il petrolio. E ancora: è già previsto che la nuova linea ferroviaria Torino-Lyon avrà altissimi costi di gestione e che sarà in perdita per decine e decine di anni. E ancora: nonostante la maggior parte del tracciato sia in territorio francese, il governo italiano si è impegnato a sobbarcarsi il costo dei due terzi della tratta internazionale (Borgone – St.-Jean-de-Maurienne). Tanto paghiamo noi.

9. CHI E' CONTRO LA TORINO-LYON E' CONTRO IL PROGRESSO
In realtà è vero il contrario. Il progresso non deve essere confuso con la crescita infinita. Il territorio italiano è piccolo e sovrappopolato, le risorse naturali (acqua, suolo agricolo, foreste, minerali) sono limitate, l'inquinamento e i rifiuti aumentano invece senza limite, il petrolio è in esaurimento. Progresso vuol dire comprendere che esistono limiti fisici alla nostra smania di costruire e di trasformare la faccia del pianeta. Progresso vuol dire ottimizzare, rendere più efficiente e durevole ciò che già esiste, tagliare il superfluo e investire in crescita intellettuale e culturale più che materiale, utilizzare più il cervello dei muscoli. Il TAV rappresenta l'esatto contrario di questa impostazione, è un progetto vecchio e ormai anacronistico, che prevede una crescita infinita nel volume del trasporto merci (che poi saranno i rifiuti di domani), privilegia come valore solo la velocità e la quantità, ignora la qualità, ovvero se e perché bisogna trasportare qualcosa."

Il docente di un corso di "Analisi delle politiche pubbliche" ha discusso con gli studenti quello che è accaduto in Val di Susa e ha chiesto loro di analizzare l’informazione riportata dai tre principali quotidiani italiani. (Repubblica, Corriere, La Stampa)
Il docente ha raccomandato ai suoi ragazzi di cercare le ragioni del SI-TAV.

Ecco il Risultato

(Fonte: Blog di Beppe Grillo)

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martedì, 06 dicembre 2005, ore 11:27

La legge del Manganello

Violento blitz contro i no Tav. Blocchi in Val di Susa
Polizia e carabinieri hanno compiuto nella notte un'azione di forza contro il presidio di Venaus istituito dai manifestanti contrari alla Tav in Valle di Susa. «Siamo stati colti nel sonno e manganellati senza motivo» (Unità)

«Sono circondati, ho un groppo allo stomaco a sentire le urla»
Mobilitazione via sms: «Ci picchiano, venite»
L'allarme dei manifestanti presenti al presidio subito rilanciato nel web. «Stanno caricando, distruggono tutto. Aiuto, aiuto» (Corriere)

Tav, la notte più lunga in Val di Susa
Alle 3.30 scatta lo sgombero dei manifestanti da parte delle forze dell'ordine
SUSA. Attorno alle 3 e 30 di questa notte circa trecento tra poliziotti e carabinieri sono intervenuti per sgomberare i presidi 'No Tav' nei pressi di Venaus, in Val di Susa. Secondo fonti sul posto, ci sarebbero tra i dieci e quindici feriti lievi (La Stampa)


Il segretario di Rifondazione Comunista chiede un tavolo di confronto Realacci (Margherita): "Il governo riferisca in Parlamento"
Bertinotti: "La polizia si ritiri" Legambiente: "Violenza di governo"

Follini: "L'Alta velocità è un progetto europeo che va promosso" La Cgil: "Atto grave, pessimo segnale in direzione del dialogo" (Repubblica)

La denuncia del sindaco di Venaus: «Manganellate a tutti, giovani e anziani»
«Sono entrati con una forza bruta e hanno manganellato tutti pensionati, donne, giornalisti, alcuni assessori comunali con fascia sono stati presi a calci e la fascia strappata». (Unità)

La protesta contro l'alta velocità in Val di Susa. Bloccata la Torino-Modane
Tav, blitz notturno della polizia: venti i feriti
Intorno alle 3.30 le prime cariche contro i manifestanti. Testimoni: «Calci e manganellate». L'azione per sgomberare il presidio (Corriere)

Tav, Ferrentino accusa il Ministero degli Interni
«La responsabilità del blitz è loro, hanno manganellato la gente inerte»

«Un mio consigliere di 65 anni che dormiva sotto una tenda - ha raccontato Ferrentino - è stato colpito. Non si tratta così la gente. Non avrei mai pensato che potessero arrivare a tanto in uno Stato di diritto. (La Stampa)

Val di Susa, blitz della polizia scontri coi manifestanti, feriti
All'alba le forze dell'ordine sgomberano con la forza il presidio di Venaus. E i manifestanti per protesta occupano la A32 e le stazioni ferroviarie di Avignana e Susa. Una decina i contusi (Repubblica)

Le reazioni, Rizzo: «Il blitz di martedì notte è un palese vulnus alla democrazia»
 Le violenze contro i manifestanti in Val di Susa hanno scatenato un'ondata di proteste indignate da parte di tutto il fronte politico. «La situazione è grave, gravissima. Il governo soffia sul fuoco. (Unità)

Dal Sito Ufficiale NO Tav :

A VENAUS HANNO SFONDATO ATTACCANDO DIRETTAMENTE LE PERSONE, INTENZIONE DI OFFENDERE: NIENTE SPINTA DIRETTAMENTE MANGANELLATE IN FACCIA

sento le urla per telefono ci hanno circondato adesso sono tutti in un prato circondati da un cordone di polizia li hanno avvertiti di sbaraccare e li hanno accerchiati

sono circondati dalla polizia  ho un groppo allo stomaco a sentire gli urli

Quello che non han fatto i terroristi/anarchicoinsurrezionalisti/squatter della valsusa, è stato fatto dalle forze di polizia: in piena notte la polizia ha attaccato direttamente picchiano le poche persone presenti.
complimenti alla nuova dittatura italiana.

Malmenati anche i giornalisti!
finalmente arrivano le ambulanze (erano bloccate)

ci han massakrato fai girare, ci han buttato e siamo chiusi nel presidio

siamo tanti feriti e non lasciano passare neanche le ambulanze

stavo arrivando dal prato verso il presidio per prendermi il tè, ho visto due venire avanti e li ho incrociati sul ponticello di cemento. mi han subito tirato una randellata in faccia (anonima con il collare dopo un incidente stradale)

Un fotografo ha un piede rotto, ad un'altro han rotto la macchina fotografica, altri giornalisti le han prese

IL VICEQUESTORE URLAVA ALLE FORZE DELL'ORDINE CON LA RUSPA "SCHIACCIATELI TUTTI"!

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giovedì, 01 dicembre 2005, ore 11:34

Stop Aids !!!!!!!

Fermate l'AIDS, mantenete le promesse....

Oggi 1° dicembre Giornata Mondiale per la Lotta all'AIDS. Secondo un nuovo rapporto delle Nazioni Unite, la tendenza dell'epidemia è ancora in crescita. Sono oltre 40 milioni le persone che nel mondo hanno contratto il virus dell'Hiv, 4 mila ogni anno in Italia. Nel 2005 le malattie collegate all'AIDS hanno causato  più di 3 milioni di vittime, oltre 500.000 delle quali bambini. Il balzo in avanti dell'HIV è avvenuto soprattutto nell'Europa dell'Est e in Asia. La zona più colpita del mondo resta comunque l'Africa Subsahariana, con oltre tre milioni di nuovi casi nell' ultimo anno.

Nel 1988 l’Organizzazione Mondiale per la Sanità indisse per la prima volta la Giornata Mondiale dell’AIDS; il 1° dicembre divenne rapidamente in tutto il mondo un’importante giornata commemorativa ed è oggi riconosciuta e celebrata dalle più disparate realtà del pianeta.
In seguito, nel 1997, riconoscendo la necessità di una lotta contro la malattia attiva tutto l’anno, l’UNAIDS lanciò la prima Campagna Mondiale contro l’AIDS. Durante tale giornata si celebrano i progressi compiuti nella battaglia contro l’ epidemia e si mettono a fuoco i passi che ancora si devono compiere.

 

Il tema del World AIDS Day 2005 è “Stop AIDS, Keep the promise” (Fermate l’AIDS, mantenete le promesse) e pone l’accento sull’impegno per fermare l’AIDS a tutti i livelli: singoli individui, comunità, organizzazioni, governi. Questo tema si pone a sostegno degli sforzi fatti nella Campagna Mondiale contro l’AIDS per il raggiungimento della Dichiarazione di Intenti delle Nazioni Unite sull’HIV/AIDS e la politica conseguente .

In occasione del World AIDS Day, UNAIDS E OMS hanno lanciato il 21 novembre l”AIDS epidemic update 2005” (aggiornamento sull’epidemia di AIDS del 2005).

In Italia un rapporto dell'Centro Operativo Aids (COA) del Reparto di Epidemiologia presso l'Istituto Superiore di Sanità dimostra che il virus sta dando segni di ripresa in Italia, dove l'incidenza della malattia non è più in calo, a differenza di quanto riscontrato nel 1996.
Il rapporto ha registrato un aumento nel numero di casi tra gli ultraquarantenni e nella proporzione dei casi attribuibili alla trasmissione sessuale. Gli eterosessuali, in particolare, rappresentano la categoria più colpita nel biennio 2004-2005. Infatti, se prima del 1994 i casi di trasmissione per tossicodipendenza rappresentavano il 66,7% del totale, nel 2004-05  sono diventati il 32,3%, mentre i casi per contatto eterosessuale sono passati dall'11,8% di prima del 1994 al 40,4% di oggi. E' aumentata, inoltre, l'età media dei soggetti colpiti: se nel 1985 era di 29 anni per i maschi e di 24 per le femmine, nel 2004 è arrivata rispettivamente a 41 e 38 anni.

Le regioni più colpite sono nell'ordine: Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Liguria. I tassi di incidenza della malattia continuano a essere inferiori nelle regioni meridionali. La diffusione dell'Aids tra i bambini sembra ricalcare l'andamento riscontrato fra gli adulti.

L'immunologo Fernando Aiuti, presidente dell'Anlaids, ha posto l'accento sulla prevenzione, come metodo più efficace per fermare il diffondersi della malattia: "Come laico, come medico e come presidente dell'Anlaids, ricordo che la malattia può essere combattuta soprattutto con la prevenzione, l'arma vincente insieme a quanto si sta facendo nei laboratori di ricerca".

L'Anlaids sarà protagonista di un'iniziativa che coinvolgerà alcuni musei romani: sette opere d'arte, conservate in altrettanti musei, si vestiranno a lutto in ricordo di tutti i pittori, gli scultori e gli artisti scomparsi a causa della malattia. L'evento è stato proposto dal Principe Jonathan Doria Pamphilj sull'esempio di uno simile ideato nel 2001 a New York dalla fondazione Ghetti.

A Torino la regione Piemonte "accendera'" il Fiocco Rosso, simbolo mondiale della solidarietà alle persone che vivono con la malattia, sulla Mole Antonelliana. La proiezione del fascio di luce raffigurante il Fiocco Rosso proseguirà per quattro giorni.

 


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