lunedì, 30 gennaio 2006, ore 12:43

Proibizionismo

Previste pene per chi spaccia (da 6 a 20 anni) e multe per i consumatori
Il Senato approva emendamento sulla droga

Il provvedimento ora passa alla Camera. Nel testo non è prevista alcuna distinzione tra droghe leggere e pesanti

ROMA - Il Senato ha approvato il maxi emendamento contro la droga (contenuto nella legge che finanzia le Olimpiadi di Torino) sul quale il governo ha posto la fiducia. Il provvedimento deve andare ora alla Camera.


Bastano pochi secondi di verità per far crollare anni di menzogne. Così accade che Gianfranco Fini (sì, proprio lui, quello del "DDL-FINI"!), non sappiamo se per distrazione o per una scelta ponderata, ammetta candidamente in TV di aver provato uno spinello.
Niente di eclatante (in fondo lo ha fatto, almeno una volta nella vita, una parte consistente della popolazione italiana), se non fosse per il fatto che è stato proprio lui, per anni, a fare di un gesto come questo uno spartiacque sul quale costruire una durissima e violenta propaganda ideologica, culminata qualche giorno fa nell'approvazione da parte del Senato di una delle più illiberali riforme concepite nella storia della Repubblica.


«La droga è droga» dice, e su questo non ci piove.
Ma è anche vero che le bugie sono bugie, che il vero è il vero e che il falso è il falso.


Se si afferma che in questo Paese «non esiste la libertà di drogarsi», lo si fa solo in ragione del fatto che le libertà non sono appannaggio di tutti, ma sono ormai ridotte a privilegio per quei pochi in grado di godersi la propria Giamaica personale (dentro o fuori dei confini nazionali).
Chi sostiene che «non esiste il diritto di farsi del male», dovrebbe tentare di mettere in pratica questo principio (e questo vale anche nei confronti della nicotina, della caffeina, dell'alcol, non solo delle altre sostanze di abuso), ma se proprio non ci riesce, potrebbe almeno limitarsi a non fare del male agli altri. Arrestare un adolescente per qualche grammo di fumo è fargli del male, e tanto.
Il Preisidente di Alleanza Nazionale, che più di una volta ha ribadito che «la droga è morte», oggi ci rivela di averla provata. Eppure ci appare vivo e vegeto, e in forma smagliante. Perché? Ha forse dei super-poteri? E soprattutto, li ha solo lui?
Se fosse vero ciò che egli ha sempre sostenuto, ovvero che lo spinello è l'anticamera obbligata della siringa, sarebbe lecito pensare che il nostro Vice-Presidente del Consiglio, passata la fase preliminare, ormai si fa le pere. Non lo pensiamo, ma solo per il fatto che è l'assunto di partenza ad essere falso.

Che danni provoca la Marijuana ????

Sui principali media (giornali, televisioni ecc.) infuria continuamente il dibattito sulla presunta pericolosità della canapa indiana, sia per quanto riguarda i danni fisici sia per quanto riguarda la dipendenza.

Per quanto riguarda il problema dei possibili danni fisici, il rapporto Roques commissionato dal Governo francese, nel capitolo che riguarda la cannabis, cita molte ricerche fatte o in corso di svolgimento, che potrebbero concludersi con la dimostrazione di qualche danno a carico della canapa indiana. Ma il fatto è che, nonostante i molti paroloni scientifici, di dimostrato non c'è ancora nulla. Di ricerche ne sono state fatte molte, proprio allo scopo di individuare dei danni con cui giustificare il proibizionismo, ma sono proprio queste ricerche che ne hanno dimostrato la totale innocuità. La cosa più importante di cui si riferisce nel rapporto, che è anche quella che viene citata più spesso dai proibizionisti, è una "perturbazione del comportamento del sistema immunitario", osservata nelle cavie di laboratorio alle quali sono state somministrate dosi molto forti di cannabis.

Un comportamento irregolare del sistema immunitario potrebbe sicuramente provocare dei problemi, ma bisogna tenere conto che si tratta di dosi molto superiori a quelle mai assunte da essere umano.
Gli alti dosaggi con effetto allucinogeno, gli unici che potrebbero destare qualche preoccupazione, non hanno però molto interesse per gli usi di medicina, e per di più sono anche poco diffusi tra i consumatori di canapa indiana.
É il consumo a basse dosi, tipico della cannabis fumata, o marijuana, che interessa la medicina, anche se bisogna dire che, quando la cannabis era usata a scopo medico, era somministrata sotto forma di tintura, e quindi dosata in gocce, e non fumata. Anche così comunque si manifestano i famosi effetti psicoattivi, che però non erano considerati da nessuno un problema.

 

Quando si parla di marijuana l'unico esempio che i proibizionisti riescono a fare riguarda i possibili danni ai polmoni. Si parte da questa constatazione: una sigaretta di marijuana deposita nei polmoni tre volte più catrame rispetto ad una normale sigaretta di tabacco. Cosa significa? Che la marijuana è tre volte più dannosa del tabacco? Che comporta un rischio tre volte più grande di cancro ai polmoni?
Innanzi tutto va detto qual è la ragione di questo maggior deposito di catrame: le sigarette di tabacco hanno il filtro, le altre, vendute nel mercato clandestino, no.

Inoltre di marijuana rispetto al tabacco se ne fuma molto meno. Secondo il rapporto Roques il 90% dei consumatori di cannabis sono occasionali, cioè non fumano nemmeno una sigaretta al giorno. Per di più, se fosse veramente questo il problema, basterebbe usare pipe ad acqua che abbattono completamente il catrame, oppure altre forme di somministrazione. Ma anche le indagini sui fumatori più accaniti, quelli che fumano fino a 10 sigarette di marijuana al giorno (il massimo teorico, perché in questo modo si è sotto l'effetto della sostanza per tutte le ore del giorno in cui si è svegli), non hanno dimostrato nessun aumento del rischio statistico di ammalarsi di malattie polmonari o di cancro ai polmoni.

Nel fumo di tabacco ci sono delle sostanze cancerogene che evidentemente mancano nel fumo della cannabis. Inoltre, mentre la nicotina del tabacco provoca il restringimento degli alveoli dei polmoni, il fumo della cannabis ne provoca la dilatazione, il che favorisce l'eliminazione delle sostanze estranee. Per questo motivo il fumo della marijuana è considerato un rimedio per l'asma. Gli scienziati dicono che nei fumatori di marijuana si osservano gli stessi danni superficiali alle mucose dei polmoni dei fumatori di tabacco, ma che poi il danno non progredisce oltre.
Anche gli altri danni, imputati a volte alla canapa indiana, sono stati regolarmente smentiti dalle ricerche scientifiche: la diminuzione della memoria non è mai stata dimostrata, perché i test di memoria danno differenze minime e oltretutto contrastanti. I danni al cervello sono del tutto inesistenti anche per le dosi allucinogene (mentre una sbornia di alcool provoca estese distruzione di cellule cerebrali).

Per quanto riguarda invece il problema dipendenza, mentre il rapporto Roques sostiene che in un numero limitato di casi, comunque molto inferiore a quelli di alcool e tabacco, alte dosi di cannabis (hashish) possano dare dipendenza, altri autori sostengono che non dà mai assuefazione o dipendenza quali che siano le dosi.

Nessuno invece può più sostenere che esistano problemi di dipendenza per la cannabis a basse dosi (marijuana). Vedere per esempio nella pagina sugli usi medici della canapa il servizio pubblicato a suo tempo dalla rivista inglese New Scientist che fa anche il punto sulla esperienza olandese di liberalizzazione del consumo della canapa indiana (http://canapa.4net.com/medicina/index.html) .

Sia sufficiente dire che per la marijuana o l'hashish non sono mai stati previsti in nessuna parte al mondo programmi di disintossicazione, ma solo a volte, come negli Stati Uniti, corsi di rieducazione per non perdere il lavoro – il che è un'altra cosa -.

Per restare con i piedi per terra vale la pena considerare i danni (e la dipendenza) di una sostanza ritenuta innocua e venduta per questo senza ricetta medica come farmaco da banco in tutte le farmacie.
L'aspirina, che guarda caso ha sostituito giusto 100 anni fa la cannabis come analgesico, provoca facilmente ulcerazioni allo stomaco (e a tutti sarà capitato sentirsi dire di non prenderla a stomaco vuoto). Inoltre nella letteratura scientifica sono segnalati decine di casi di morte dovuti all'aspirina. Inoltre l'aspirina provoca anche assuefazione, se è vero che ci sono milioni di persone nel mondo che consumano l'aspirina a mezzo tubetto per volta. Secondo Lester Grinspoon, il principale esperto mondiale di marijuana, non esiste invece nella letteratura medica nemmeno un caso di morte attribuibile con certezza alla cannabis.
Se fossero stati dimostrati a carico della cannabis anche solo un decimo dei danni provocati dall'aspirina, chissà che cosa non si sarebbe detto!

In realtà i danni provocati dalla canapa indiana, ammesso che ce ne siano, sono ben inferiori alla decima parte di quelli provocati dall'aspirina. Per sostenere che la cannabis provoca dei danni bisogna veramente arrampicarsi sugli specchi!
Se poi si paragona il farmaco cannabis a tutti quelli che attualmente lo sostituiscono, come gli psicofarmaci, gli antiemetici ecc., e che provocano estesi danni collaterali, forte dipendenza e pesanti effetti sulla psiche, il confronto con la totale innocuità della canapa indiana è ancora più stridente.
É veramente curioso che simili argomenti vengano ancora ritenuti una giustificazione di quello che è di fatto un vero e proprio accanimento proibizionistico.
Ma non possono essere una giustificazione del proibizionismo nemmeno gli effetti psicoattivi indotti dalla cannabis a basse dosi.

Prima di tutto si tratta di effetti blandi, tanto che una persona sotto la sua influenza non è facilmente distinguibile da un'altra. Inoltre questi effetti sono tuttaltro che demoniaci. Ecco più o meno quali sono (non per esperienza diretta): distensione mentale e muscolare, miglioramento dell'umore, rallentamento dei riflessi, maggior difficoltà nel mantenere l'attenzione e maggior interesse per i piccoli dettagli.
Per quanto riguarda il rallentamento dei riflessi e la maggiore difficoltà di attenzione, non si tratta dei "danni" della cannabis, ma solo delle sue peculiari caratteristiche (completamente reversibili e senza alcun effetto a lungo termine come molti studi hanno dimostrato). Così la caratteristica della camomilla è di conciliare il sonno, e quella del caffè di migliorare lo stato di attenzione, ma nessuno pensa per questo che la camomilla e il caffè per i loro effetti sulla psiche siano delle pericolose droghe da proibire.
D'altra parte la proibizione del 1937 era stata giustificata con ben altre accuse che quella di allentare un po' i riflessi: la si accusava di essere responsabile di tutti i delitti più efferati riportati dalla cronaca del tempo, come se potesse rendere le persone pazze e assatanate di violenza.

Adesso nessuno si sogna più di fare simili accuse, che però sono state la causa di quella che si potrebbe definire "la madre di tutte le proibizioni". Una proibizione che da allora in poi, nonostante che gli argomenti originari siano venuti meno, è stata ribadita infinite volte. Anzi, sempre nell'intento di giustificare questa anacronistica proibizione, da qualche parte oggi si sostiene che la cannabis potrebbe rendere le persone così miti e tranquille che, nel caso venissero aggredite, non sarebbero più in grado di difendersi…
Da precisare che qui non si sta parlando né di "droghe leggere", che comprendono anche le pasticche fatte di sostanze chimiche artificiali che pochi o molti danni sicuramente provocano, né di droghe in generale. Ma solo di una pianta e di un farmaco naturale di nome cannabis.

L'unica controindicazione riguarda il consumo eccessivo da parte degli adolescenti.

In questa età difficile, in cui si passa da un ambiente protetto e senza preoccupazioni ad una situazione in cui bisogna cominciare ad assumersi le proprie responsabilità, ci può essere la tentazione di sfuggire alla realtà. Si può cercare di sfuggire alla realtà in tanti modi: troppa tivù, film, videogiochi, fumetti ecc. E anche troppa marijuana. Di per sé la marijuana non costituisce un problema, salvo che non diventi un comodo rifugio per sfuggire alla realtà e alle proprie responsabilità. Anche in questo caso però è molto meglio informare correttamente ed educare piuttosto che proibire. Certamente la strada peggiore di tutte è quella di ingannare i giovani, che sanno benissimo che la marijuana è del tutto innocua, e che per procurarsela devono esporsi ai contatti con gli spacciatori di droghe pesanti.

Perchè proibirla?????

Ascolta l'audio

Link:

Antiproibizionisti
Canapa Info
Marijuana
Canapa
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venerdì, 27 gennaio 2006, ore 09:34

Giornata Della Memoria

"Visitatore,
osserva le vestigia di questo campo
e medita:
da qualunque paese tu venga,
tu non sei un estraneo.
Fa che il tuo viaggio
non sia stato inutile,
che non sia stata inutile
la nostra morte.
Per te e per i tuoi figli,
le ceneri di Oswiecim
valgono di ammonimento:
FA CHE IL FRUTTO ORRENDO DELL'ODIO,
DI CUI HAI VISTO QUI LE TRACCE,
NON DIA NUOVO SEME,
Nè DOMANI, Nè MAI."

(Primo Levi)

Il 27 gennaio del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, durante l’avanzata verso Berlino, arrivarono nella città polacca di Oświęcim, meglio conosciuta con il nome tedesco di Auschwitz, e scoprirono il più tristemente noto campo di stermino, facendo così conoscere al mondo gli orrori del genocidio nazista. Le testimonianze dei pochi sopravvissuti hanno rivelato realtà mostruose e inimmaginabili. A 61 anni da quell’avvenimento si celebra in Italia la giornata della memoria per ricordare tutte le vittime delle persecuzioni naziste. Non solo ebrei, ma anche oppositori politici, gruppi etnici e religiosi dichiarati da Hitler indegni di vivere. (Unità)

SE QUESTO E' UN UOMO

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no

Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno:

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.

(Primo Levi)

Link:

Shoah
Ucei
Deportazione
Storia XXI Secolo
Deportati 
Museo della Resistenza
Olokausto

Foto (Grazie a Fastidio)

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giovedì, 26 gennaio 2006, ore 11:03

Il Senso della Morale......

Da che pulpito.....

«In vista del prossimo appuntamento elettorale, confermiamo in primo luogo quella linea di non coinvolgerci, come Chiesa e quindi come clero e come organismi ecclesiali, in alcuna scelta di schieramento politico o di partito, linea che non è frutto di  indifferenza o di disimpegno, ma di rispetto della legittima autonomia della politica».
«Con questo atteggiamento intendiamo inoltre contribuire a quel rasserenamento del clima e a quella concordia sui valori e gli interessi fondamentali della nazione di cui si avverte acutamente il bisogno».

«C’è la tendenza a introdurre normative che, mentre non rispondono ad effettive esigenze sociali, comprometterebbero gravemente il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio e il rispetto che si deve alla vita umana dal concepimento al suo termine naturale». Pacs, eutanasia, e pillola abortiva; «si richiede però un supplemento di attenzione a questi temi nelle scelte degli elettori e poi nell'esercizio delle loro responsabilità da parte dei futuri parlamentari».
«Non sono "norme peculiari della morale cattolica", bensì "verità elementari che riguardano la nostra comune umanità"».  (La Stampa)

Rieccoci di nuovo....
La solita predica questo si può fare questo no....  questo è bene questo e male....
Consiglierei al nostro "amato" Cadinal Ruini che se proprio tiene al senso della morale farebbe bene a guardare i veri problemi Morali che esistono all'interno della sua beneamata Chiesa.....


«Dormi nuda?» Le telefonate di padre Fedele
Allusioni, volgarità, corteggiamenti nelle carte sul frate di Cosenza accusato di aver stuprato una suora

Ferrara.
Violenze sessuali, prete a giudizio
Un sacerdote cattolico di 60 anni, originario di Bologna, é stato rinviato a giudizio dal gup di Ferrara per violenza sessuale ai danni di 10 bambine dell’asilo parrocchiale

Pedofilia: abate di Farneta confessa molestie a ragazzi

Usa, atti osceni: arrestato il vice del vescovo

Scandalo in Brasile, i diari dei preti pedofili

Francia: prete pedofilo condannato a 12 anni

Pedofilia, sacerdote in manette
Adescava i ragazzini con un gelato

Violentava ragazza madre di cui era tutore, arrestato sacerdote

Mons. Gaillot ammette le sue responsabilità in un caso di pedofilia

186 persone indagate per pedofilia
Tra essi sacerdoti e politici

Violenza sessuale, parroco sotto accusa

La multinazionale dell'incenso, e la strana morte...

Austria: Condanna soft per il seminarista che scaricava foto porno da Internet

Scandalo pedofilia in seminario, choc in Austria

Vaticano sapeva di scandalo St.Polten da anni
Lo sostengono alcuni testimoni in un documentario televisivo

Ancora pedofilia ecclesiastica questa volta a Bari

Nuovo caso di pedofilia ecclesiastica in Italia: prete di Colleferro arrestato

Usa:4450 preti denunciati per abuso di minori

Link:

Il Dialogo


Associazione per la Mobilitazione sociale


Preti pedofili. I casi Italiani documentati

Fisicamente

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mercoledì, 25 gennaio 2006, ore 12:52

Li Chiamavano Trinità

Modificato l'articolo 52 del Codice penale in materia di legittima difesa
Sì all'autotutela armata in casa o al negozio
(Ddl Camera 24.1.2006)
Non rischierà più il carcere per eccesso di difesa chi sparerà a un ladro armato entrato in casa o nel suo negozio. Lo prevede il ddl approvato in via definitiva dalla Camera il 24 gennaio. Il provvedimento modifica l'articolo 52 del codice penale in materia di legittima difesa. La nuova norma stabilisce, infatti, che la vittima di un furto, di una rapina e di una minaccia può reagire "per tutelare la propria incolumità" e quella dei propri cari in casa, nel suo studio professionale o nel negozio quando l’aggressore non mostra di voler desistere. In questo caso anche sparare non è più un eccesso ma legittima difesa.(24 gennaio 2006)
 Ddl Senato 1899 - Modifica all'articolo 52 del codice penale in materia di diritto all'autotutela in un privato domicilio
Art. 1.

(Diritto all’autotutela in un privato domicilio)

1. All’articolo 52 del codice penale sono aggiunti i seguenti commi:

"Nei casi previsti dall’articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:

a) la propria o altrui incolumità;

b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.

La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale".

Da oggi più facile sparare al ladro che viola il proprio domicilio L'approvazione accompagnata dalla esultanza dei leghisti
Cambia la legittima difesa Dalla Camera sì definitivo  (Repubblica)

Legittima difesa: chi spara non sarà punibile
Approvata la legge: prima si valutava la proprozione tra minaccia e reazione, ora si può reagire anche ad aggressioni possibili (Corriere)

Il Far west diventa legge (Unità)


VOTO COMPATTO DELLA MAGGIORANZA. LA LEGA ESULTA. CRITICA L’OPPOSIZIONE: SI APRE LA VIA ALLA VIOLENZA E AUMENTERÀ IL RISCHIO PER LE VITTIME
Legittima difesa all'americana (Stampa)

Io speriamo che me la cavo (Manifesto)

La lezione americana che il Polo dimentica  (Vittorio Zucconi)

 

Consigli utili per l'adeguamento alla nuova legge....

Cappello da Cowboy : 50 euro

 

Speroni : 20 euro

 

Pistola + Cinturone: 330 euro

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venerdì, 20 gennaio 2006, ore 14:47

Reality show

In alternativa al Grande Fratello Freedom Island lancia il suo nuovo reality....

La Grande Famigghia

 

15 Concorrenti  si scontreranno per il Montepremi finale... un' AMNISTIA.....

Ebbene si infatti i nominati questa volta non usciranno dalla casa ma ci entreranno per non uscirne più....

Foto Della Casa:

Ecco i 15 Concorrenti:

Andreotti Giulio


Senatore a vita, nominato dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
Politico democristiano, sette volte presidente del Consiglio. Ventisette volte messo in stato d'accusa dal Parlamento, sempre salvato (anche grazie al Partito comunista).
Processato a Palermo con l'accusa di essere stato il massimo referente politico dell'organizzazione mafiosa siciliana Cosa nostra. In primo grado è stato assolto con formula dubitativa (che corrisponde all'insufficienza di prove del vecchio codice). PRESCRITTO

 

Battaglia Antonio


Senatore della Repubblica.
Da avvocato ha difeso, tra gli altri, Leoluca Bagarella, capo militare dei Corleonesi. In politica, è un esponente di An di Temini Imerese (territorio di Caccamo, paese del “pentito” Nino Giuffrè). Proprio Giuffrè lo cita tra i politici in contatto con Cosa nostra. «Giuffrè? Aveva una tabaccheria di fronte al mio studio d’avvocato, a Termini», ha risposto Battaglia. Dopo la lettera di avvertimento inviata nell’estate 2002 dai boss agli avvocati-parlamentari “colpevoli” di non mantenere le promesse alla mafia, e dopo una nota del Sisde sul tema, a Battaglia è stata assegnata dalla polizia una tutela.

 

Berruti Massimo Maria 

Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, nelle liste di Forza Italia.
Come avvocato del gruppo Fininvest, ha trattato, fra l’altro, l’acquisto del calciatore Gigi Lentini (poi oggetto di un processo in cui è imputato). Nel gennaio 1994 Berlusconi gli ha affidato l’organizzazione della campagna elettorale di Forza Italia a Sciacca e nella provincia d’Agrigento. Con buoni risultati, tra i quali il coinvolgimento di Salvatore Bono (cognato del boss dell’Agrigentino Salvatore Di Gangi) e di Salvatore Monteleone, arrestato nel 1993 per concorso in associazione a delinquere di stampo mafioso e diventato, appena uscito dal carcere, referente di Forza Italia a Montevago. Per i suoi servizi, Berruti e stato premiato con un posto in Parlamento già dal 1996. Con il Berruti avvocato e poi politico, convive il Berruti uomo d’affari: in Sicilia possedeva una societa, la Xacplast, che un rapporto dei carabinieri indicava come partecipata da uomini d’onore delle famiglie mafiose di Sciacca. Il collaboratore di giustizia Angelo Siino ha parlato anche di un incontro tra Berruti e il boss Nino Gioè, proprio nel periodo di progettazione delle stragi del 1992-93.

 

Berlusconi Silvio

Presidente del Consiglio leader di Forza Italia
Le procure di Caltanissetta e Firenze indagano da molti anni sui «mandanti a volto coperto» delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (a Firenze, Roma e Milano). Le indagini preliminari sull'eventuale ruolo che Berlusconi e Marcello Dell'Utri possono avere avuto in quelle vicende sono state formalmente chiuse con archiviazioni nel 1998 (Firenze) e nel 2002 (Caltanissetta). Continuano però indagini per concorso in strage contro ignoti e i decreti d'archiviazione hanno parole pesanti nei confronti degli ambienti Fininvest.

 

Comincioli Romano


Senatore della Repubblica. Eletto nel collegio di Lodi per la Casa delle libertà.
Compagno di scuola e poi manager e prestanome di Berlusconi, era in contatto con Gaspare Gambino, imprenditore siciliano vicino a Pippo Calò, il cosiddetto cassiere romano di Cosa nostra. Attraverso Comincioli, la Fininvest realizzò affari con il faccendiere sardo Flavio Carboni. Cambiali con girata di Comincioli passarono a uomini della Banda della Magliana per poi finire nelle mani di Pippo Calò. Per i suoi rapporti con Cosa nostra e banda della Magliana è stato imputato a Roma (e poi assolto).

 

D'alì Antonio

Sottosegretario agli Interni- Forza Italia
Senatore eletto a Trapani da tre legislature, in quella scorsa era addirittura vicepresidente della commissione Finanze, gia' responsabile economico di Forza Italia. Famiglia ricca e potente, proprietaria di saline, tenute agricole e sopratutto della Banca Sicula. Lo zio Antonio il Vecchio e' costretto ad abbandonare la guida dell' impero economico familiare nel 1983, perche' il suo nome compariva nella lista degli iscritti alla P2. Gli subentra il nipote e omonimo, Antonio jr.
Sull' Istituto familiare D'Ali' s' addensano sospetti relativi al riciclaggio di denaro sporco della mafia.
I sospetti scompaiono nel 1991 insieme alla banca Sicula, inglobata
dalla Comit.. Ma la famiglia d'Alì è celebre a Trapani anche per aver dato per anni
lavoro e stipendio a vari esponentii delle famiglie mafiose dei Minore
e dei Messina Denaro.
Francesco Messina Denaro, storico boss di Trapani, è stato per decenni il "fattore" dei d'Alì. Poi cedette il testimone - di capomafia e di fattore- al figlio Matteo, che oggi, a 39 anni, è il nuovo numero uno
di Cosa Nostra, latitante, condannato per le stragi del 1992-93.
Alla Commissione parlamentare Antimafia sono conservati i documenti che testimoniano il pagamento di
4 milioni nel 1991 versati dai d'Alì all'INPS come indennità di disoccupazione
di Matteo Messina Denaro, di professione "agricoltore".Nelle carte dei giudici poi, le prove di una strana compravendita: quella di una vasta tenuta in contrada Zangara (Castelvetrano) passata
dai d'Alì ai Messina Denaro, i quali però non hanno sborsato una lira.
Oggi comunque quei terreni sono sotto sequestro perché il vero proprietario è TOTO' RIINA, che usava Messina Denaro come prestanome per nascondere i suoi beni.

 

Dell'Utri Marcello 

Senatore Forza Italia in Lombardia
A Milano è stato condannato per estorsione aggravata (per aver mandato il boss di Cosa nostra Vincenzo Virga a fare il "recupero crediti" nei confronti di Vincenzo Garraffa, titolare di una squadra di pallacanestro sponsorizzata da Publitalia).
A Palermo è stato condannato a 9 anni in primo grado per concorso esterno nell'associazione mafiosa Cosa nostra e processato per calunnia aggravata nei confronti di alcuni collaboratori di giustizia (Dell'Utri aveva assoldato due falsi pentiti perchè raccontassero di essere stati convinti in carcere ad accusare Dell'Utri di mafia).

 

Degennaro Giuseppe

Senatore della Repubblica, Casa delle libertà.
E' il patron di imprese come Baricentro e Barialto, oltre che il capofila della società che gestisce l'interporto di Bari. è stato condannato a 1 anno e 4 mesi per voto di scambio: secondo i giudici avrebbe pagato per ottenere una contropartita di circa 2 mila voti di preferenza. Il partner dello scambio, però, sarebbe stato il pericoloso clan mafioso locale dei Capriati. Nel 2002, nuova indagine: il suo gruppo avrebbe ottenuto illecitamente prestiti dalla Banca Meridiana, nonostante 115 miliardi di esposizione debitoria.

 

Firrarello Giuseppe

Senatore Forza Italia in Sicilia, Senatore della Repubblica, Forza Italia.
Ex democristiano, andreottiano, è stato accusato di tangenti per l'appalto dell'ospedale Garibaldi di Catania. Nel 1999 la procura chiese anche di poterlo arrestare, ma il Senato negò l'autorizzazione a procedere. Erano circolate trascrizioni di intercettazioni telefoniche che lo accusavano pesantemente, ma ora non ve n'è più traccia: sparite. In una videocassetta, invece, è ancora possibile vedere e sentire il mafioso Enrico Incognito urlare: "Firrarello, anche tu mi hai abbandonato". Nel 2001, passato dall'Udeur a Forza Italia, è stato rieletto. Per lui è stato chiesto il rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa, turbativa d'asta e corruzione.

 

Floresta Ilario

Deputato della Repubblica.
Eletto in Sicilia, nel collegio di Giarre. è nato a Desio, in Lombardia, ma fa l'imprenditore in Sicilia, nel settore della telefonia, ben introdotto nei subappalti della telefonia di Stato (quando c'era). Nel 1994 "scese in campo" sotto le bandiere di Forza Italia, fu eletto alla Camera nel collegio di Giarre e divenne sottosegretario al Bilancio nel governo Berlusconi. Gli investigatori della Dia (la Direzione investigativa antimafia) lo misero sotto osservazione perché Gioacchino La Barbera, uno dei mafiosi responsabili della strage di Giovanni Falcone, nei giorni precedenti e seguenti la strage aveva comunicato anche con cellulari intestati a un’azienda di Floresta. Questioni di lavoro, spiegò La Barbera. Uscito pulito da questa storia palermitana, Floresta entrò in una vicenda catanese: un collaboratore di giustizia, Giuseppe Scavo, raccontò di aver visto Floresta negli uffici dell’autoparco di Sebastiano Sciuto, uomo d’onore calabrese del clan Ercolano, poi arrestato in seguito all’operazione Orsa Maggiore.

 

Gentile Antonio

Senatore della Repubblica, Forza Italia.
Secondo l'ex segretario del Psi Giacomo Mancini, Gentile, durante la campagna elettorale del 1992 era scortato da "un nutrito stuolo di personaggi molto noti alla giustizia". Secondo alcuni collaboratori di giustizia gli era stato garantito dalla 'ndrangheta l'appoggio elettorale. Lo hanno votato ed è così entrato a palazzo Madama.

 

Giudice Gaspare  

Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia. Forzista doc.
Nel 1998, quando era vicecoordinatore per la Sicilia di Forza Italia, la procura di Palermo chiese il suo arresto per complicità con la mafia. Secondo l’accusa, Giudice era al diretto servizio della cosca mafiosa di Caccamo, i cui uomini si vantavano di averlo fatto eleggere e gli telefonavano fin dentro il palazzo di Montecitorio per ricordargli la sua dipendenza e per ordinargli che cosa doveva fare: "Gasparino, guarda che siamo stati noialtri a metterti lì", gli ripetevano. Gli elementi raccolti dall’accusa erano tali da far escludere alla giunta parlamentare per le autorizzazioni a procedere che ci fosse fumus persecutionis nei confronti del parlamentare. Perfino il "supergarantista" Filippo Mancuso, in giunta, non aveva avuto nulla da eccepire contro la richiesta dei magistrati. Eppure la Camera dei deputati il 16 luglio 1998 bocciò (303 voti a 210, con 13 astenuti) la richiesta d’arresto. Non solo, i deputati sottrassero al giudice elementi di prova: impedirono (287 voti a 239, con 3 astenuti) l’utilizzo processuale dei tabulati Telecom, quelli da cui erano documentati i rapporti e la dipendenza di Giudice dagli uomini delle cosche.

 

Miccichè Gianfranco

Ministro per lo sviluppo e coesione territoriale
Uomo forte di Forza Italia in Sicilia. Pi˜ volte è stato sfiorato da sospetti di rapporti con uomini di Cosa nostra. Il boss Mario Fecarotta, arrestato perchè prestanome di Riina, lo ha chiamato al telefono 38 volte in due mesi, chiamandolo Gianfrancuccio e chiedendogli aiuto per un appalto. Miccichè è stato anche coinvolto in una brutta storia che ha a che fare con la cocaina: uno spacciatore siciliano, poi arrestato, lo andava a trovare fin dentro il ministero.

 

Mormino Nino

Deputato Forza Italia.
Tra i suoi assistiti vi sono boss di rango di Cosa nostra, come i membri della famiglia Madonia e Nino Giuffré; e anche il collega avvocato Francesco Musotto, processato (e poi assolto) con l'accusa di aver ospitato nella sua villa il capomafia Leoluca Bagarella. Anche Mormino, insieme ad altri due penalisti, è finito sotto inchiesta per contatti con gli ambienti mafiosi, sulla scorta delle dichiarazioni di cinque collaboratori di giustizia. Ma nel maggio 1996 la procura di Palermo ha chiuso l'indagine contro di lui, non avendo trovato elementi sufficienti a dimostrare che i contatti non fossero di natura esclusivamente professionale. Dopo la lettera di avvertimento inviata nell’estate 2002 dai boss agli avvocati-parlamentari “colpevoli” di non mantenere le promesse alla mafia, e dopo una nota del Sisde sul tema, a Mormino è stata assegnata dalla polizia una tutela, che ha però rifiutato. Il suo ex assistito Giuffrè, dopo il suo "pentimento", lo cita tra i politici in contatto con Cosa nostra. Per questo la procura palermitana nel 2003 ha riaperto le indagini: per concorso in associazione mafiosa. Secondo Giuffrè la sua candidatura sarebbe stata appoggiata da Bernardo Provenzano in cambio di un alleggerimento della pressione giudiziaria sugli uomini di Cosa nostra.

 

Palma Nitto

Deputato della Repubblica. Avvocato siciliano, esponente di Forza Italia.
Nino Giuffrè, l’ultimo dei “pentiti”, lo cita tra i politici in contatto con Cosa nostra. Dopo un’intervista di Giuseppe Lumia critica nei confronti del deputato forzista Nino Mormino, Nitto Palma dichiara: «All’inabissamento della mafia sarebbe utile succedesse anche l’inabissamento di una certa parte dell’antimafia». Sua è la proposta di tornare all’immunità parlamentare, abrogata nel 1993
La procura di Palermo ha indagato su Berlusconi per mafia: concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco. Nel 1998 l'indagine è stata archiviata per scadenza dei termini massimi concessi per indagare. Indizi sui rapporti di Berlusconi e Dell'Utri con uomini di Cosa nostra continuano a essere segnalati in molte sentenze.

 

Questa Settimana vanno in Nomination Palma e D'alì

Chi vuoi che entri nella casa di San Vittore??????

01 per votare Palma

02 per Votare D'alì

ThePacky
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